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Agrigento

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La Nascita di Akragas

I natali di Akragas, (Agrigentum per i Romani), risalgono al sesto secolo a.C., ad opera di coloni provenienti dalla città di Gela. La città crebbe rapidamente espandendo la sua influenza e i confini del proprio dominio, ai territori circostanti

 

La Città Prospera

Con Terone (488-473) Agrigento estese la sua potenza alle coste tirreniche sino ad Imera. Qui, in alleanza con Gelone di Siracusa, sconfisse, nel 470 a.C., i Cartaginesi. Alla morte di Terone, il potere passò al figlio Trasideo che venne allontanato dalla città, dopo solo due anni di governo e venne instaurato una sorta di governo democratico. Per circa 60 anni Akragas godette uno straordinario periodo di pace e benessere, dedita allo sfruttamento del fertile territorio e alla costruzione di grandiosi monumenti e pubblici edifici. Durante la guerra fra Atene e Siracusa del 415, mantenne un atteggiamento neutrale, e continuò a rendere più potente e grandiosa la città, dedicandosi a lucrosi traffici commerciali.

 

Il Saccheggio

Nel 406, Akragas, non seppe opporre una valida resistenza all'esercito cartaginese. Dedita com'era più alle arti e ai piaceri della vita che alla pratica delle armi, venne incendiata e saccheggiata nel 339 dalle schiere di Annibale e Imilcone. II vincitore dei Cartaginesi, Timoleonte di Siracusa, la fece risorgere, riportandola al precedente splendore, tanto da esserne considerato il nuovo fondatore.

 

Romani e Saraceni

Passata una prima volta sotto il dominio romano nel 262, ricadde sotto i Cartaginesi (255) e quindi definitivamente assoggettata dai Romani nel 210 a.C. Nei secoli seguenti Agrigento subì la sorte e le vicende politiche delle altre città siciliane. Dominata dai Bizantini in una fase di profondo decadimento, venne occupata nell'827 dai Saraceni che le mutarono il nome, chiamandola Girgenti.

 

Svevi, Angioini e Borboni

Svevi, Angioini e Borboni la tennero sotto il loro dominio, sino all'impresa garibaldina dei Mille del 1860. Insorse contro i Borboni e partecip&ograve attivamente alla guerra di indipendenza per l'unità d'Italia.

 

Tempio di Ercole

Viene considerato il più antico dei templi agrigentini, eretto verso la fine del VI sec. a.C. nei pressi della Porta Aurea, l'ingresso principale dell'antica Akragas. II colossale tempio è secondo per dimensioni, tra quelli di Agrigento, soltanto al tempio di Giove Olimpico. Come tutti i templi greci di Sicilia, venne costruito in calcare e rivestito di stucco policromo. Dedicato al mitico figlio dì Zeus, custodiva nell'interno una statua bronzea dell'eroe.

 

Tempio di Giunone Lacinia

Anteriore di qualche anno a quello della Concordia, presenta, con questo, molte analogie architettoniche. II tempio attribuito erroneamente a Giunone, si eleva sul punto più alto della collina dei templi (120 m.)

 

Tempio di Castore e Polluce

Costruito, nel corso del V sec. a.C., sull'area degli edifici destinati al culto di Demetra e Persefone. Tempio di stile dorico.

Il Tempio della Concordia

L'esempio più perfetto e armonioso di tempio dorico della Sicilia e di tutta la Magna Grecia. venne eretto verso la metà del V. sec. a.C. ed è giunto sino a noi in uno stato di conservazione pressochè originario. Non è certo a quale divinità fosse attribuito il tempio. Si suppone fosse dedicato ai Dioscuri, i mitici gemelli figli di Zeus, Castore e Polluce. II nome attuale le deriva da una iscrizione latina, rinvenuta nei pressi del tempio, ma che col tempio non ha nessuna connessione. L'ottimo stato di conservazione lo si deve, probabilmente, al fatto che la cella venne trasformata, nel VII sec. d.C., in chiesa cristiana, fino alla metà del '700, allorchè le venne restituito il suo aspetto originario.

 

Tempio di Giove Olimpico

Uno dei più colossali dell'architettura greca. Alla sua erezione contribuirono i prigionieri Cartaginesi della battaglia di Imera del 480 a.C.

 

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